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BANCHE E CERTIFICATI

Vi ricordate di SocGen (per esteso Société Générale) una delle banche europee più colpite dalla crisi finanziaria e che ha avuto momenti di grande fama a gennaio 2008 perché un suo trader, Jerome Kerviel, è riuscito a farle perdere, da solo, quasi 5 miliardi di Euro? Bene, questa è una storia, fatta soprattutto di numeri e di grafici, che riguarda proprio quella banca.


Ai lettori sono lasciati i commenti.


Nel grafico sottostante sono rappresentate in rosso le quotazioni da gennaio 2006 ad oggi (settembre 2009) del CAC 40, indice che riassume l’andamento dei maggiori 40 titoli azionari francesi, in azzurro quelle di un titolo appartenente all’indice e in verde una linea il cui significato verrà spiegato più avanti.




Come si vede facilmente dal grafico l’andamento del titolo ha seguito molto da vicino quello dell’indice fino a ottobre 2007, poi le cose sono un po’ cambiate. In pratica, possiamo ad occhio dire che fino ad ottobre 2007 fra titolo ed indice vi è stata una forte correlazione e che tale correlazione è successivamente diminuita.


Poiché però, spesso, i grafici ingannano, i dati della correlazione sono stati riassunti nella tabella seguente:


Quindi, vi è stata una elevata correlazione nel primo e nell’ultimo periodo considerato, una correlazione più attenuata tra ottobre 2008 e marzo 2009, praticamente nessuna correlazione tra i due valori tra marzo e luglio 2009.


A questo punto scopriamo le carte.


Il titolo rappresentato nel grafico è VIVENDI, società francese facente parte del settore “MEDIA”. SocGen ha emesso il 31/08/2006 un certificato, quotato al Sedex, con sottostante tale titolo e con strike pari a 16,647 (la linea retta nel grafico precedente rappresenta appunto tale prezzo). Al momento dell’emissione VIVENDI segnava un prezzo di 26,85.

In base alla documentazione di emissione del certificato SocGen avrebbe riconosciuto a scadenza, il 31/08/2009, ai possessori del certificato il 120% del valore iniziale a patto che, nel periodo compreso tra la data di emissione e quella di scadenza, VIVENDI non avesse mai fatto segnare un prezzo inferiore allo strike.

Nel caso contrario la banca francese avrebbe riconosciuto una percentuale pari a: prezzo a scadenza/26,85; in pratica, se durante la vita del certificato il prezzo del titolo fosse sceso sotto lo strike e a scadenza il valore di VIVENDI fosse stato, ad esempio, 20 il rimborso sarebbe stato pari a circa il 75% del valore iniziale.



Il 7 luglio 2009, quindi prima della scadenza e solo in quel misero giorno, il prezzo di chiusura di Vivendi è stato inferiore allo strike (si veda il grafico). Ciò ha permesso a SocGen di rimborsare ai titolari del certificato circa 70 Euro ogni 100 di emissione facendo risparmiare alla banca circa 15.000.000 di Euro (la differenza tra 120, dovuto se non si fosse verificato il superamento dello strike, e 70 effettivamente rimborsato, moltiplicata per 30.000.000, ammontare emesso). Naturalmente i 15.000.000 di Euro risparmiati dalla banca corrispondono al mancato guadagno dei risparmiatori che in quel certificato avevano investito.


Però, poiché a pensar male si fa peccato, per giustificare l’andamento anomalo potremmo immaginare che nel periodo 21/03/2009 – 07/07/2009 le quotazioni di VIVENDI abbiano seguito quelle dei MEDIA. Invece no, il settore dei Media nel periodo ha avuto una correlazione con l’indice generale dell’80%.


Potremmo allora pensare che in quei mesi fossero state emesse da alcuni analisti delle raccomandazioni di vendita su VIVENDI che hanno influenzato il prezzo del titolo; invece no, nel mese di aprile su 15 raccomandazioni una sola era di vendita, 4 neutrali, 1 sovrappesare e ben 9 acquistare, a maggio la sequenza era 1, 3, 3, 12 e a giugno 2, 4, 4, 7.


Potrebbe allora essere che i dati diffusi relativi alla società non fossero buoni; invece no, il 2 marzo 2009 vengono comunicati dati fondamentali ottimi: un dividendo 2008 più ricco di quello precedente e una previsione di un forte aumento dell’Ebita per il 2009. Inoltre, nei mesi successivi sono state battute tutte le previsioni di crescita.


A questo punto io non so più che cosa pensare, forse qualche lettore potrebbe trovare una spiegazione a questa singolare tendenza?




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