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Rendimenti dei mercati e rendimenti dei risparmiatori

Una recente analisi di JP Morgan, su un periodo di dieci anni, ha dato i risultati mostrati nel grafico sottostante:



In 10 anni (prendendo in considerazione il periodo dal 2012 al 2021) l'indice americano, l'S&P500, ha generato un rendimento annuo del 16,6% mentre gli investitori hanno guadagnato mediamente l'8,7% l'anno. E’ vero che JP Morgan ha un po’ confrontato pere con mele, nel senso che ha confrontato un indice azionario (l'S&P500) con indici non azionari o solo in parte azionari. E’ però anche vero che il rendimento del portafoglio medio (calcolato senza tener conto delle scelte degli investitori, metodo TWRR) nello stesso periodo di tempo è stato del 9,75%. Quindi la gestione del denaro (la cosiddetta consulenza) ha tolto il 1,05% di rendimento (cioè se non si movimentava il deposito i risparmi rendevano di più), a cui devono aggiungersi i costi di gestione e di intermediazione (mediamente il 2%) e le imposte. Pertanto, un investitore che avesse fatto da sé, replicando semplicemente il mercato senza movimentazione alcuna, avrebbe guadagnato circa il 3% in più dell’investitore medio che ha affidato i suoi risparmi ad un gestore o consulente che dir si voglia.

Su un periodo di 20 anni le cose sono andate ancora peggio per gli investitori. Infatti, in tal periodo l’investitore medio ha guadagnato circa il 3,6% lordo che, tenuto conto delle varie tipologie di costi, diventa l’1,6% annuo. Mentre l’investitore che avesse fatto da sé, replicando semplicemente il mercato senza movimentazione alcuna, avrebbe guadagnato circa il 6,1%.


Come si spiega un rendimento così deficitario per l’investitore sotto consulenza?

Il grafico sottostante aiuta a capire:


Il grafico riporta la raccolta (linea nera) dei prodotti di risparmio gestito in Italia negli ultimi 20 anni. Si può facilmente osservare che la raccolta è sempre negativa negli anni in cui i mercati scendono e positiva quando i mercati salgono. Per ottenere buoni risultati dovrebbe essere esattamente il contrario.



NOTA: il metodo TWRR per il calcolo dei rendimenti è quello prevalentemente usato dai fondi comuni e non tiene conto di versamenti e prelievi.

Il metodo MWRR (Money Weighted Rate Return) tiene invece conto di versamenti e prelievi e viene speso usato per calcolare il rendimento di un portafoglio. Grazie proprio alla movimentazione impropria del portafoglio (vendite e acquisti effettuati nei momenti peggiori) il MWRR risulta sistematicamente inferiore al TWRR.

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